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Convegno sui Pausewang "Un tedesco di Bellizzi".

Bellizzi - 26 giugno 2024

Lunedì 1 luglio, alle ore 19,00, nel piazzale della Chiesa di via Roma, si terrà un interessante incontro culturale su un "Tedesco a Bellizzi".

Si parlerà del pittore Pausewang "tra guerra e religiosità".

L'incontro è stato promosso dall'Associazione Culturale "Voci in Comune" e l'Associazione "Sacro Cuore di Gesù".

Joseph Andreas Pausewang di Löhne – nell’Oldenburg, a sud di Brema e ad ovest di Hannover, 41.000 abitanti – è un artista tedesco del secolo scorso, nato nel 1908 e morto in giovane età nel 1955.



Nell’ultima guerra, dopo lo sbarco degli Alleati sulle spiagge del Salernitano (la famosa “operazione Avalanche” ), Pausewang, militare dell’armata tedesca, fu fatto prigioniero dagli inglesi e tenuto in un piccolo campo di prigionia a solo pochi chilometri da Bellizzi.

 Fu quasi “adottato” dal sacerdote stimmatino Padre Beniamino Miori , cappellano, il quale, saputo che quel giovane distinto e dagli occhi azzurri era un pittore, si preoccupò di trovargli colori, pennelli e qualche foglio di compensato su cui dipingere.

 Dalla produzione pittorica del prigioniero tedesco, rimangono alcune opere di grande valore artistico e forte testimonianza di fede, quasi tutte trasportate a Bellizzi ed oggi collocate nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, in via Torino. Altri due quadri si trovano nella chiesa parrocchiale di Battipaglia.






 Finita la guerra, il pittore tornò nella sua città, riprese a dipingere e continuò la sua vita di artista.

 La città di Löhne, dove Joseph Andreas visse e morì, gli ha dato grande considerazione dedicandogli ampi spazi in un museo-pinacoteca legato al suo nome e, nel 1981, fu finanziata una pubblicazione con biografia e spunti di critica sull’opera del pittore.

 Il personaggio, legato per la sua arte a Bellizzi, suscita grande interesse tra gli artisti locali e non.

 Dotato di un ottima preparazione in disegno, s’inserisce in quel filone artistico che fu l’espressionismo, percepibile nella forte emotività delle opere che conosciamo.

 Ricordiamo che l’espressionismo ebbe molta fortuna in Germania nella prima metà del secolo scorso.

 Dal blog di Ambrogio ietto

LA STORIA DI UN PRIGIONIERO TEDESCO, NOTO PITTORE, CHE ANCHE SE DI RELIGIONE PROTESTANTE, DIVENNE AMICO DI UN SACERDOTE CATTOLICO NELL’AREA INTERESSATA ALLO SBARCO DI SALERNO DEL SETTEMBRE 1943

Joseph Andreas Pausewang


Il granatiere tedesco Joseph Andreas Pausewang fu costretto a fermarsi per qualche anno  nell’area del conflitto tra Picciola e il Centro di raccolta dei prigionieri di Sant’Antonio di Pontecagnano ove dieci anni dopo, all’indomani della rivoluzione dell’autunno 1956, saranno accolte temporaneamente alcune centinaia di profughi ungheresi.

Nei pressi di Picciola, per iniziativa del comm. Carmine De Martino, direttore generale della SAIM ( Società Agricola Industriale Meridionale ) e, nel dopoguerra, deputato e Sottosegretario di Stato per la Democrazia Cristiana, furono realizzati una scuola dell’infanzia, un orfanatrofio e un’accogliente chiesa dedicata al Sacro Cuore. Al complesso fu dato il nome di Farinia in omaggio alla famiglia Farina ( Nicola, Mattia, il vescovo Fortunato Maria ) i cui componenti, originari di Baronissi, avevano promosso nella Piana del Sele una moderna e razionale trasformazione dell’agricoltura, introducendo nuovi procedimenti anche nel settore della zootecnia.

Nel 1942 aveva preso possesso della parrocchia del S. Cuore di Farinia padre Beniamino Miori anch’egli appartenente alla Congregazione dei Padri Stimmatini ed originario, come il suo indimenticabile confratello don Cesare Salvadori, della provincia di Trento. 

In una lettera del 30 dicembre 1942, indirizzata al fratello Enrico, don Beniamino descrive con realismo il contesto socio – culturale in cui è stato chiamare ad operare: “ la gente lavora sempre, quasi senza distinzione fra giorni feriali e giorni festivi e la massima fatica è sostenuta dalle donne. Tu puoi vedere, in questi campi senza limiti, donne vecchie e bambine di 12-13 anni con la zappa in mano per tutto il giorno, d’estate e anche d’inverno, perché qui continuano a lavorare, a seminare e a fare strapianti. Vivono molto male. Dalle nostre parti sono signore al confronto “.

L’incontro tra don Beniamino e Joseph Andreas fu innanzitutto un immediato atto di fraternità tra due credenti, il primo prete missionario della Chiesa Cattolica, il secondo fedele della Chiesa Evangelica. 

La guerra, il contatto frequente con ‘ sorella morte’, la sofferenza, la pratica quotidiana del sacrificio e della rinuncia uniscono e non dividono, ti spogliano di ogni alterigia, lasciano trasparire l’umanità di ciascuno e ti convincono che l’altro è figlio del tuo stesso Padre. Tra don Miori, dotato di profonda espressività e di straordinario intuito, e Pausewang, desideroso come un bambino impaziente di riprendere pennello e colori e scaricare il represso estro creativo sul telone disusato di un camion, l’intesa fu immediata.

Joseph Andreas scoprì che la chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Farinia di Picciola lo riportava mentalmente alla delicata chiesetta di sant’Anna della natia Bobischau e che le sacre figure ‘ commissionategli ‘ da don Beniamino lo riconducevano agli inizi degli anni Trenta quando, frequentando a Dresda, la Firenze sull’Elba, case editrici e studi d’arte, ritornò più volte con la sua fidanzata Charlotte, poi diventata sua moglie, alGemäldegalerie, una delle maggiori pinacoteche del mondo. 

Qui ebbe modo di osservare con occhio competente e di ammirare il ‘ San Sebastiano’ di Antonello da Messina, la ‘Madonna Sistina’ di Raffaello, il ‘Cristo della moneta’ di Tiziano, ‘ La Madonna di San Francesco’ e la ‘Adorazione dei pastori’ di Correggio, la ‘Sacra Famiglia con Sant’ Anna e San Giovannino’ di Mantegna, la ‘ Madonna della Rosa’ di Girolamo Francesco Maria Mazzola detto il Parmigianino e tante altre significative opere pittoriche di altre scuole.




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